Da dove è nato
Insegno, e il mio piano di lavoro stava in una serie di note su Google Keep: il programma di ogni classe, l’elenco delle verifiche da fare, una freccia accanto all’argomento a cui ero arrivato. Funzionava finché tutto andava come previsto. Poi salta una lezione per un’assemblea, arriva un ponte che non avevo contato, e la domanda di ogni settimana diventa sempre la stessa: in questa classe ci sto dentro con il programma? E ho abbastanza voti per lo scrutinio?
Rispondere a mano vuol dire contare le lezioni che restano nel quadrimestre, togliere festività e vacanze, ricordarsi quali ore sono in laboratorio. È un conto che un programma fa meglio di me, e ProfClick nasce per questo: si inseriscono l’orario e il programma, e l’app ricava tutte le lezioni dell’anno e dice cosa fare in ogni classe, settimana per settimana.
Le scelte che ho fatto
Niente server e niente account obbligatorio. ProfClick si apre e si usa subito: i dati stanno nel browser. Chi vuole ritrovarli su telefono e PC collega Google, e i dati finiscono in un file sul suo Drive, visibile e copiabile come qualsiasi altro file. Ho scartato Firebase e simili: avrebbero reso tutto più semplice per me, ma i dati dei docenti sarebbero finiti su un servizio gestito da me, con tutto quello che comporta.
Le modifiche da più dispositivi si uniscono da sole. Ogni lezione, classe o argomento ha la sua data di modifica, e quando due dispositivi si sincronizzano vince, record per record, la modifica più recente. Non c’è mai una finestra che chiede “quale versione vuoi tenere?”: sarebbe proprio la manutenzione che l’app deve evitare.
I voti della classe, non degli studenti. ProfClick conta le occasioni di valutazione (lo scritto del 12 marzo, il giro di interrogazioni) e non i voti dei singoli. Nomi e voti restano sul registro elettronico: nessun dato di minori da proteggere e nessun doppio inserimento. La regola di partenza è un voto per ogni ora settimanale, con almeno uno scritto, un orale e un pratico, e ogni valutazione può avere un peso (una flipped classroom al 30%).
Il programma si incolla. Chi ha già il programma in una nota o in un documento lo incolla così com’è: ProfClick riconosce l’elenco degli argomenti, le valutazioni previste e il punto a cui si è arrivati. E alla fine il programma svolto o il piano di lavoro tornano indietro come testo, da incollare nel modello della propria scuola. Ho scartato l’export in Word con un modello per scuola: andrebbe comunque risistemato a mano.
Le prove pratiche nelle ore con l’ITP. Quando l’app propone dove mettere le verifiche, le prove pratiche finiscono nelle ore di laboratorio, gli scritti preferiscono le lezioni lunghe e l’ultimo tratto del periodo resta libero per i recuperi.
Cosa non ha funzionato al primo colpo
Le prime versioni chiedevano troppo. Ogni argomento aveva le sue ore stimate, un numero da inventare per ogni riga del programma e da correggere di continuo. Servivano soprattutto alla proposta di piano, che riempiva l’intero quadrimestre in una volta: settanta lezioni tratteggiate da controllare. Le ho tolte. Ora si scelgono gli argomenti e su quante settimane distribuirli, e le lezioni si dividono in proporzione ai sotto-punti di ciascun argomento.
Stessa storia con le lezioni passate: andavano spuntate una per una, e finché non lo erano la settimana mostrava un avviso. Quasi sempre la lezione era andata come previsto, quindi l’avviso chiedeva di confermare cose già fatte. Adesso una lezione pianificata e passata conta come fatta; se non è andata così, la si segna saltata o la si cambia.
E la settimana vera non segue sempre l’orario: sostituzioni, ore scambiate con un collega, lezioni che quel giorno non c’erano. Ho dovuto distinguere una lezione saltata, che fa slittare il piano, da una lezione che non c’era, che sparisce e basta.
Cosa ho imparato
Che per uno strumento di lavoro la funzione più importante è quella che toglie lavoro. Quasi tutte le decisioni di ProfClick sono “non chiedere”: non chiedere le ore, non chiedere di confermare il passato, non chiedere quale versione tenere. Ognuna di queste ho dovuto prima costruirla nel modo sbagliato per accorgermene, e ogni scelta, con le alternative scartate, è scritta nel repository insieme al codice.